Visualizzazione post con etichetta istinto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta istinto. Mostra tutti i post

sabato 5 novembre 2016

Un fine settimana in compagnia di Filippo Donadoni

Sabato 22 e domenica 23 Ottobre come compagnia abbiamo organizzato un fine settimana dedicato al tiro con l'arco tradizionale. L'evento è stato aperto a tutte le compagnie del triveneto e abbiamo avuto l'onore di avere tra noi il pluricampione Filippo Donadoni che ha guidato sia il sabato pomeriggio che la domenica.

La prima giornata è stata dicata alla parte teorica in cui Filippo ha messo a disposizione la sua cinquantennale esperienza di arciere e arcaico prima raccontando la sua visione di tiro con l'arco e raccontando qualche aneddoto arcieristico, poi rispondendo alle numerose domande poste dai partecipanti.
I temi affrontati sono stati i piú svariati: il significato di tiro istintivo e cosa rappresenti nella nostra disciplina la questione mira (tematica che tra gli addetti ai lavori scatena sempre una animata discussione) ma si è parlato anche di fisica del l'arco e delle frecce come anche del gesto atletico in se. Non basterebbe un articolo per elencare tutti i temi tanto che il tempo è volato facendo trascorre velocemente il pomeriggio fin tanto chè non ci siamo magicamente ritrovato con le gambe sotto un tavolo di un ristorante nel bel mezzo dei colli euganei.

Come non poteva mancare il momento culinario degustativo!

L'indomani ci siamo ritrovati nel nostro campo da tiro per la lezione pratica. Abbiamo cominciato con la questione tecnica del gesto. Ogni arciere ha potuto mostrare le propria tecnica di tiro e ricevere ottimi consigli e suggerimenti su come migliorarsi.
Nella seconda parte invece si è riservata attenzione sulla propria attrezzatura in particolare sull'elemento piú delicato e forse anche piú importante: la scelta delle frecce. Anche qui ognuno ha potuto sperimentare una vasta serie di aste con lunghezze, pesi e punte diverse in modo da trovare quale fosse la migliore scelta in relazione con il proprio arco e allungo.
Ovviamente non poteva che terminare con un giro su una parte del nostro campo per mettere in pratica parte dei suggerimenti raccolti nell'arco dei due giorni.

In sintesi il fine settimana è stato molto stimolante ed arricchente. Ci riproponiamo di scrivere qualche approfondimento su alcune tematiche affrontate durante il seminario magari ciascuna affrontata in un singolo articolo.
Concludiamo questo post del nostro blog lasciandovi un video proposto ì sabato pomeriggio che racconta l'essenza e la bellezza di quello che è il tiro con l'arco.
Buona visione e alla prossima!

lunedì 2 novembre 2015

Solo un attimo

Cari arcieri,
Vi proponiamo oggi una poesia scritta da una nostra cara socia che descrive in un bellissimo modo l'essenza del nostro tiro. Alla prossima!












Solo un attimo
Un gesto antico, quasi quanto l’uomo,
richiama alla mente una pace perduta,
un legame eterno, che mai si è dissolto.
Il tempo sembra immobile, il silenzio è assoluto,
la luce che filtra timida
tra le fronde degli alberi,
e questo odore di terra smossa, appena pestata,
che riporta alle origini,
che ricongiunge alla vita:
un grembo materno mai scordato.
Tu che imbracci il tuo arco,
che piano respiri, lo adegui al ritmo naturale.
L’aria entra dentro, lenta, lenta,
fino a diventare sospiro lieve,
tu diventi leggero, ti svuoti, la mente arresta i pensieri.
E mentre
tendi il braccio e piano lo alzi,
ecco che tutto si annulla, fino a scomparire.
Il respiro si ferma, la mente si arresta,
il tuo corpo si
tende, si inarca,
un refolo di vento timido ti accarezza,
un canto improvviso si leva leggero: quasi un invito,
tu non odi, non respiri, fermo immobile, nulla può.
Solo tu, il tuo arco e un punto da cogliere.
Le tue dita rilasciano la freccia, è un momento magico,
entra nel bersaglio, ma non lo hai deciso.
Come per incanto il tuo corpo riprende vita,
si anima, respira, si distende,

sente il contatto con la terra.
Tu sei la freccia, tu l’arco, tu il bersaglio,
per un attimo, un senso infinito di pace interiore,
solo per un attimo: tutto ciò che desideravi era lì.

Manuela Favarato

martedì 24 febbraio 2015

La duplice natura del tiro

Trovo molto interessante un passaggio di un libro che ho appena finito e che vi consiglio caldamente sia per come è scritto sia per i contenuti.
In questa tratto di racconto si l'autore spiega la differenza tra tiro istintivo e tiro mirato. Visto il contesto del libro si riferisce nel tiro con armi da fuoco, è totalmente adottabile nel tiro con l'arco.
Parla un partigiano vicentino, Luigi, che combattè tra altopiano di Asiago e a Padova; guardando come sparavano i vari combattenti dedusse una duplice natura sul tiro sul tiro:

"La natura della mira è duplice, si può quasi dire che ci sono due mire, acquisita e infusa. Una è fatta di pazienza e disciplina, l'altra pare venga direttamente dallo Spirito Santo. La mira acquisita serve soprattutto per il tiro a segno; ma la mira infusa è seconda natura, empatia, redini fulminee con cui, flettendo un dito, si scrolla il bersaglio. Chi ha la mira infusa non sta a mirare perchè tutto ciò che spara è già premirato in cielo. Si tratta naturalmente di concetti, non di realtà empiriche: in ogni sparo concreto c'è in pratica un certo grado di mira infusa, e un certo grado di mira acquisita ; ma come noi diciamo "poeta", "oratore", "santo", così ci costruiamo i modelli ideali delle due mire. Dei miei compagni, Dante ha una grandissima mira acquisita, con un quarto d'ora di concentrazione prende qualunque bersaglio ragionevole; i modelli opporsti sono il Tar, il Finco.
Bisogna ribadire però che nel fatto ultimo , lo sparo concreto, le due nature della mira si fondono; come dire che all'ultimo momento l'intervento dello Spirito Santo è sempre necessario anche a chi ha mira a lungo. E' questo che accede quando lo sparatore, col suo occhietto socchiuso, ha aspettato pazientemente che il passaggio finisca di palpitare (perchè tutto palpita in natura, sia pure su scala infinitesimale, e le sono fatte di piccole onde); e a furia di aspettare, il momento buono arriva. E' l'avvento dello Spirito Santo che s'invoca tacitamente, in attesa che la veduta si fermi sul mirino: è la sua discesa creatrice che salutiamo tirando il grilletto."

I piccoli Maestri, Luigi Meneghello, 1964